La Scuola va a Teatro

 

 

“Non inducete i ragazzi ad apprendere con la violenza e la severità ma guidateli invece per mezzo di ciò che li diverte, affinché possano meglio scoprire l’inclinazione del loro animo.”                                                       

                                                                                                                  Platone

T   E  A  T  R  O      N  U  O  V  O

 SALERNO

 

 “La Scuola va a Teatro”

 

La programmazione del Teatro Nuovo riservata alle Scuole, gestita dalla coop. ARS NOVA,  si propone di incontrare l’interesse e l’attenzione di docenti e dirigenti scolastici e servire anche come supporto, facilitando e completando l’attività didattica. I testi proposti a teatro potranno essere studiati dagli alunni preventivamente, con schede di presentazione fornite dal teatro ai docenti; gli spettacoli saranno ampiamente discussi e analizzati dagli attori e dagli studenti nel “dopo spettacolo”, con un incontro-forum di approfondimento dei temi trattati, nel quale i ragazzi potranno fare domande e manifestare il proprio pensiero sulla rappresentazione vista. La sala del Teatro Nuovo conta 280 posti: è molto raccolta ed ideale per tenere attenti e coinvolti i giovani che si avvicinano al teatro, gode di un’ottima acustica e consente una visuale perfetta da qualsiasi posto a sedere.

Anno Scolastico 2017/18

LUIGI PIRANDELLO, ALESSANDRO MANZONI, LEGALITA’ E GIUSTIZIA

Orario spettacoli ore 9,30 ed a richiesta ore 11,15

SPETTACOLI RIVOLTI ALLE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO E SECONDO GRADO

 

 

Date di programmazione per Salerno e provincia:

 

 

 

 

COSì E' SE VI PARE

di Luigi Pirandello

 

  REPLICHE: 28-29-30 NOVEMBRE 2017

                   19-20-12 DICEMBRE 2017

   Costo: 7 euro

Così è (se vi pare) è tratta dalla novella “La Signora Frola e il Signor Ponza, suo genero” contenuta nella raccolta Una giornata. Nel testo teatrale Pirandello affronta un tema che poi tornerà in uno dei suoi più famosi e apprezzati romanzi, “Uno, nessuno e centomila”, ovvero quello dell’impossibilità di scoprire dove stia la verità vera e quello dell’essere ciascuno di noi diverso a secondo di come gli altri ci figurano.

La commedia  è ambientata in una tranquilla cittadina di provincia dove è venuto a vivere un impiegato di prefettura, il signor Ponza, che ha portato con sé la moglie e l’anziana signora Frola. Quest’ultima si dice sua suocera, ma il signor Ponza dice che è invece la madre della sua prima moglie morta durante un terremoto. Il signor Ponza sostiene che la vecchia signora è pazza, non essendosi convinta della morte della figlia che lei crede di ritrovare nella seconda moglie dell’impiegato. La signora Frola, al contrario, sostiene che pazzo è proprio il genero a ritenere morta la moglie ancora viva. Inutilmente gli abitanti della cittadina si sforzano di capire quale sia la vera identità della signora Ponza e chi sia veramente pazzo tra il signor Ponza e la vecchia signora Frola. Alla fine la stessa signora Ponza, chiamata con insistenza a pronunciarsi, afferma di essere, per il signor Ponza, la seconda moglie, e per la vecchia signora Frola, sua moglie, ma in realtà è quella che si vuole ritenere che sia, tanto è inutile opporsi a ciò che gli altri vogliono credere. Ella, è pertanto, nella tipica visione pirandelliana, “Uno, nessuno e centomila”.

 

La commedia ironica, a tratti umoristica sembra un vero e proprio processo. Permeata da un riso amaro, che travolge e sconfigge le certezze borghesi e il vero oggettivo, è anche  l’ennesima condanna di una fatua borghesia di provincia, che si dilige, aiutata dalle autorità costituite, di sparlare e di tormentare-. Tutto un paese si affanna per sapere quale sia la verità intorno allo strano comportamento della famiglia Ponza. Pirandello si diverte ad arrivare alla tesi finale, alla verità, attraverso i racconti dei protagonisti-imputati che continuamente annullano la verità precedente per rivelarne un’altra altrettanto vera e possibile, e lo spettatore è come se si ritrovasse anche lui  sulla scena, costretto a porsi le domande che si pongono i personaggi, a giudicare la logica (ossia la necessità) dei loro atti, coinvolto suo malgrado  nel condividere le tesi e subito dopo rinnegarle. Solo al finale verrà fuori la Verità Pirandelliana, attraverso l’ultima battuta pronunciata dalla signora Ponza “Io sono colei che mi si crede”. L’unica certezza, questa è la tesi di Pirandello, è paradossalmente, l’incertezza, il dubbio. Del resto  lo stesso titolo  mentre ci dà una certezza col  “Cosi è” la rimette in dubbio subito con il “Se vi pare”. 

 

 

 

 

 

                              I PROMESSI SPOSI

                     di Alessandro Manzoni

 in versi in lingua napoletana

Compagnia Stabile del Teatro Nuovo – regia di Ugo Piastrella.

Adatto per scuola Secondaria di primo e secondo grado – Durata 70 minuti

in programmazione 7-8-9 febbraio 2018  -  Costo €. 7,00

 

Il romanzo del Manzoni viene raccontato in versi in lingua napoletana, intercalati da brevi riassunti  in musica rap cantata dal vivo. Il romanzo va avanti di capitolo in capitolo sul filo di un’arguzia costante, di una disarmante e ingenua vivacità, con una scrittura accattivante, brillante, che crea un “divertissement” al quale il disimpegno nulla toglie di serietà ed aderenza all’originale, dall’inizio in cui: “Na sera autunno  (tiempo n’è passato), / se ne turnava ‘a casa, cuoncio cuoncio,/ nu certo don Abbondio, era ‘o curato / ‘e nu paisiello aggraziate e accuoncio… fino alla conclusione quando Lucia “soavemente arrossendo” rassicura Fra Cristoforo che, malgrado il voto, il suo amore per Renzo non è affatto cambiato,  anzi: “Ccchiù ‘e primma mo lle songo affezionata…”.

Lo spettacolo non è affatto una parodia del capolavoro manzoniano, anzi possiamo dire che fra il testo in lingua napoletana e le pagine del Manzoni c’è stata senza dubbio una rispondenza interiore, un’aderenza all’esaltazione dei valori eterni dello spirito umano, alla fede nella giustezza dei disegni divini che deve sorreggere l’uomo anche nei momenti più oscuri.

In sintesi siamo certi, come riteneva anche la scrittrice Maria Rivieccio Zaniboni, che sarà molto più facile far accettare il capolavoro manzoniano da giovani studenti se cominciano a conoscerlo prima con un approccio accattivante in una lingua più vicina ed immediata come quella napoletana che li aiuterà ad interessarsi e ad accoglierlo come un amico, per giunta divertente. Poi avranno modo di conoscerlo meglio e comprendere anche la doppia chiave di lettura dell’opera.

I versi napoletani comici, ironici, divertenti anche nei momenti drammatici, teatralizzati nei dialoghi,  descrittivi dei caratteri e dell’animo dei personaggi, unitamente alla musica rap cantata dal vivo con versi originali che riassumono la storia dei vari capitoli, coinvolgerà il giovane pubblico in modo diretto trasformandoli da spettatori a protagonisti.

 

                   LA GIUSTIZIA E' IMMORTALE - spettacolo sulla legalità

Repliche: 14-15-16 marzo 2018

Spettacolo di impegno civile, scritto e diretto da Gennaro Morrone.

Patrocinato da Libera contro le Mafie, Fondazione Polis e Contro le Camorre

Costo: 7 euro

 

 La giustizia è l’obiettivo che ogni società civile deve sforzarsi di raggiungere, perché è il valore che permette di trovare equità nel trattamento delle persone,  rispettando la libertà e l’uguaglianza dei cittadini.

Purtroppo siamo tutti convinti che è difficile sradicare il malcostume, la corruzione, i poteri e le collusioni della malavita organizzata, l’ingerenza a volte negativa e controproducente dei politici, ma è necessario fare qualcosa perché il futuro possa darci una Giustizia vera ed uguale per tutti.

Bisogna sviluppare una cultura alla legalità, attraverso l’educazione. Alla scuola, già oberata da tanti compiti, spetta un ruolo di primo piano. La scuola deve sviluppare il senso civico dei giovani, per far sì, che comprendano che la legalità è un bene comune e che il rispetto delle leggi porta benefici individuali, collettivi ed eleva la qualità della vita. Ed è indispensabile che quelli che oggi sono giovani studenti per le loro scelte ed i ruoli che potranno ricoprire nella società di domani possano diventare cittadini consapevoli e più ricchi di valori etici e morali.

“La giustizia è immortale” è uno spettacolo scritto in ricordo dei tanti magistrati, uomini in divisa, giornalisti e prelati, imprenditori e cittadini onesti, che hanno sacrificato la loro vita per una società civile migliore.

E’ una storia romanzata, ma scaturita dalla lettura di articoli, interviste, documenti e dalle dichiarazioni di giudici, politici, pentiti e testimoni nei vari processi. Molto chiari i richiami ed i riferimenti a personaggi come Falcone, Borsellino, il giornalista Giancarlo Siani, Don Peppe Diana etc.

E’ la storia del giudice napoletano, prossimo alla pensione, Gennaro Capone. Magistrato serio, onesto, preparato che non ha mai ricoperto ruoli influenti e fondamentali perché poco incline a raccomandazioni ed a lobby politiche. Ma, dopo l’uccisione del giudice Falcollino, Capone viene nominato responsabile del pool antimafia precedentemente diretto dallo stesso Magistrato ucciso. Egli già vive un dramma familiare per la morte tragica e violenta del giovane figlio. Dipartita che ha lasciato un gran vuoto nella sua esistenza ed ha minato il rapporto con la moglie. Dovrà affrontare, durante la sua nuova esperienza, le ipocrisie, le prepotenze, le insinuazioni, le calunnie, l’invidia, le diffamazioni, il disonore ed una nuova sofferenza per la morte di un giovane giornalista a lui caro. Ma, come dice il giudice sul finale: “colpevoli siamo un po’ tutti perché chi vede il giusto e non lo fa, è senza coraggio…”  

                                            

  

 

 

p Pacchetti turistici per le scolaresche ed informazioni tecniche

-Il Teatro Nuovo è sito in Salerno alla via V. Laspro (di fronte alla Biblioteca Provinciale). E’ una struttura senza barriere architettoniche, molto raccolta ed ideale per tenere attenti e coinvolti i giovani che si avvicinano al teatro, con una sala che conta 280 posti, un’ottima acustica ed una visuale perfetta da qualsiasi posto a sedere, oltre che impianti tecnici all’altezza, impianto di riscaldamento, riciclo aria, servizi, guardaroba, ampio bar-foyeur, stallo ed accesso facilitato per portatori d handicap.

-Lo scarico ed il parcheggio dei BUS GT può essere effettuato alla fine di via Manganario, a soli 100 mt. di distanza dal Teatro Nuovo.

-L’orario di inizio degli spettacoli è fissato per le ore 9,30, tuttavia, in caso di necessità, in particolare di Scuole provenienti da più lontano, si valuterà la possibilità di concordare un orario diverso.

-Per le Scuole che dispongono di strutture teatrali o locali adattabili, per alcuni spettacoli si potrà valutare la possibilità di effettuarli in loco in data da concordare.

-Per le Scuole che decidessero di aderire con tutte le classi ad uno o più spettacoli, si potrà concordare un prezzo forfettario ed a richiesta una data diversa.

-Per le Scuole che dovessero prenotare con poche classi, la data di programmazione sarà confermata (almeno 15 giorni prima della rappresentazione) al raggiungimento del numero minimo di adesioni. L’eventuale necessità di variazione data, cui la Scuola potrà aderire o rinunciare senza alcun onere, sarà comunicata con congruo anticipo.

La Coop. ARS NOVA può fornire:

-          Un servizio navetta BUS GT (anche per l’intera giornata) con seri ed affermati vettori del nostro territorio, che forniscono anche preventivamente documentazioni ed ampie garanzie sulla loro affidabilità. Il costo per ciascun servizio varia a seconda della zona. Le scuole interessate potranno richiedere il preventivo costi per BUS GT di 52/53 posti a sedere;

-          Un servizio visite guidate a monumenti e siti storici della città di Salerno, oltre che un percorso guidato anche per le “Luci di artista”, con Guide turistiche abilitate della Regione Campania;

-          Convenzioni con ristoranti e pizzerie per un menu concordato a costi molto ridotti con strutture rinomate sia nei pressi del teatro che nel centro storico della città.

 

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